Famiglie multiculturali e bilinguismo

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Bilinguismo
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In una società che sta cambiando molto velocemente non è insolito osservare famiglie miste formate da genitori provenienti da paesi d’origine diversi e afferenti a culture diverse.

Secondo un rapporto Istat del 2018, le nozze con uno coniuge straniero sono state, in quell’anno, 33.933 rappresentando un 17,3% del totale delle cerimonie nuziali. Questi oltre 33.000 matrimoni erano così composti:

  • 789 nuove famiglie in cui lo sposo è italiano e la sposa straniera;
  • 127 sono le famiglie in cui la sposa è italiana e lo sposo straniero;
  • 017 famiglie in cui entrambi i coniugi sono stranieri rispetto al Paese dove vivono. Per esattezza, dobbiamo precisare che di tutti questi ultimi matrimoni, solo 5.451 sono tra stranieri residenti in Italia. I restanti hanno solo scelto l’Italia come luogo dove celebrare il loro matrimonio.

Naturalmente queste stime non prendono in esame le convivenze tra italiani e stranieri. Le famiglie miste sono quindi una realtà di fatto che si sta consolidando sempre più anche in Italia e che nel momento in cui la coppia ha dei figli, fa sorgere alcuni interrogativi.

In che lingua si parlerà in casa? Una scuola dell’infanzia bilingue come questa può facilitare le cose?

Bilinguismo: una scelta obbligata

Per i figli nati in una famiglia che risiede in Italia e dove uno dei coniugi è italiano, la lingua dominante, sarà quasi automatico, che diventi l’italiano. Ma che dire della lingua dell’altro coniuge? Soprattutto nella realtà italiana, dove solitamente le famiglie miste sono in prevalenza composte da mogli e quindi mamme straniere, diventa una necessità insegnare al proprio figlio anche l’altra lingua. Vediamo i motivi.

Nel rapporto tra madre e figlio, dove la comunicazione verbale richiede intimità, è quasi naturale che la lingua parlata diventi quella della madre. Per quanto si possa conoscere bene la lingua del posto, per il genitore straniero sarà sempre una seconda lingua e di conseguenza sarà più difficile esprimere riflessioni e sentimenti importanti. Non solo si vorrà parlare nella propria lingua ma si desidererà insegnare anche la propria cultura.

C’è anche un’altra ragione fondamentale che nutre l’esigenza di insegnare al figlio la lingua straniera: la volontà che il figlio possa comunicare con i parenti lontani. Diversamente i nonni, gli zii e i cugini potrebbero rimanere degli sconosciuti per la prole.

Scuole multiculturali e bilinguismo

Bilinguismo: confusione o maggiori abilità

È vero che all’inizio il vostro bambino potrebbe sembrare confuso nell’ascoltare e parlare due lingue diverse ma col tempo si rivelerà vantaggioso; pensiamo solo alle maggiori opportunità di lavoro.

Non si deve dimenticare che le facoltà di apprendimento dei bambini sono molto maggiori rispetto a quelle di un adulto. Basti pensare che nei primi due anni i bambini imparano qualunque lingua ascoltino. Successivamente, attraverso la scuola, ne allargano il vocabolario e ne migliorano la sintassi. Tuttavia le basi fondamentali vengono costruite nei primissimi anni perché in quella fase vengono acquisite in modo intuitivo e mnemonico.

Le scuole bilingue, una realtà già consolidata in Italia, possono aiutare i genitori in questo processo verso il bilinguismo. Viene loro insegnato non solo a parlare fluidamente la lingua straniera ma a conoscerne anche la cultura sottostante. I bambini spesso imparano in modo ludico e naturale relazionandosi non solo con insegnanti di madrelingua sia italiana che straniera, ma anche e soprattutto con gli altri bambini. Le scuole bilingue quindi offrono l’ambiente e le condizioni ideali perché il vostro bimbo diventi bilingue senza traumi o difficoltà.

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