Quali sono i principali esami da fare in gravidanza

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Esami in gravidanza
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Lo stato “interessante” è sicuramente il momento più intenso per la vita di una donna.

Durante la gravidanza, lo stato emotivo della neomamma è sopraffatto da sensazioni contrastanti: smarrimento, gioia, in alcuni casi paura, prospettive per il futuro…
Risulta del tutto normale quindi che in questa centrifuga di sensazioni ed euforia, si sia un po’ incerti sui passi giusti da fare soprattutto in campo medico per accertarsi che tutto vada per il verso giusto.
Le prime cose che ci si chiedono sono innanzitutto quali sono i sintomi di una gravidanza e a cosa si va incontro. Ma soprattutto quali sono i primi esami clinici da fare in gravidanza.

Partiamo subito stabilendo che ogni gravidanza è a se, ciò che quindi si manifesta ad una donna non è detto che sia legge assoluta. In qualsiasi caso, ciò che è assodato è che ogni donna vedrà stravolto l’ordine del proprio organismo.
I sintomi più comuni della gravidanza sono spesso e volentieri confusi come sintomi di pre-mestruo.
Ovviamente il sintomo della gravidanza piu’ evidente è l‘amenorrea e lo spotting da impianto, ovvero lievi perdite d sangue che erroneamente possono essere scambiate come perdite consuete di sangue da ciclo.
Il metodo più’ conclamato per capire nell’immediato se si è in attesa, è il test di gravidanza, che ormai sono diventati precisissimi. Una volta appurato di essere incinta, bisogna procedere facendo degli esami clinici.

Quali sono gli esami da fare in Gravidanza

Il primo esame da fare non appena si scopre di essere in stato interessante è l’esame del sangue e delle urine per avere la conferma di quante settimane si è incinta. Perchè l’esame del Beta-hcg sia attendibile è necessario che sia fatto dai 7 ai 10 giorni dopo il concepimento, questo perchè l’ormone beta è un ormone legato alla placenta.
Il passo successivo è quello di rivolgersi ad un ginecoloco di cui ci si fidi, in questo può essere utile affidarsi all’asl di riferimento.

La prima visita dal ginecologo solitamente viene compiuta entro l’ottava settimana, sin da subito attraverso la tastazione e i tipici controlli del ginecologo, questi saprà dire se si tratta di una gravidanza ordinaria o presumibilmente a rischio.

Seguiranno gli esami del primo trimestre:

  • Gruppo sanguigno su entrambi i partner, l’emocromo per eventuali anemie, esami infettivologici come l’hiv, rosolia, sifilide, toxoplasmosi, epatite B o C. Alcuni di questi test andranno ripetuti ogni trenata giorni come quello della toxoplasmosi.
    Poi esami per valutare il tasso di glicemia. Il Test di Coombs indiretto che serve per valutare la presenza anticorpi antiritrociti per quelle donne con gruppo sanguigno rh negativo.
  • Esame delle urine per stabilire se nel tratto urinario ci sono batteri ed eventualmente intervenire con appropriate terapie.
  • Pap test: che serve per controllare che alla base dell’utero non ci siano lesioni che possano trasformarsi in cancro.

Alla sesta-settima settimana si procede con la prima ecografia, una sorta di conferma di ciò che è stato stabilito dagli esami preliminari, per confermare la presenza del feto, la datazione corretta, che il battito cardiaco sia corretto ma soprattutto valutare se si è in presenza di una gravidanza plurigemellare.
Si stabilirà da subito se si vorranno effettuare esami invasivi per valutare problemi genetici, gli esami in questione sono l’amniocentesi e la villocentesi. Test come il NIPT (esame genetico non invasivo), sono esami moderni che possono rilevare da subito la presenza di sindrome di Down. Tuttavia sono esami che vanno richiesti dalla mamma stessa e non obbligatori, proprio perchè invasivi.

Terminato il primo trimestre i medici sostengono che basterebbe recarsi dal ginecologo, qualora non ci fossero particolare problemi, quattro-sei volte in tutto, ma come giusto che sia, la maggior parte delle mamme preferisce andare una volta al mese. Nella diciannovesima settimana , si procede con uno degli esami piu’ importanti: la morfologica. La morfologica (o strutturale) è un’ecografia che va ad analizzare nei minimi dettagli la struttura interna ed esterna del feto per poter evidenziare malformazioni fisiche e quindi agire immediatamente. Ogni volta che si andrà dal ginecologo, si effettuerà il calcolo del peso della mamma per registrare che si sta procedendo nella direzione giusta. In questa fase, che va verso la fine della gestazione, verrà fatto anche un tampone vaginale e anale per registrare l’eventuale presenza di steptococo beta emolitico di gruppo B. Alla trentaduesima settimana viene anche controllata la posizione del feto, ovvero se si trova in posizione podalica ed eventualmente si procede a fare le manovre giuste per predisporre il parto.

Conclusione:

Al di là delle paure, delle incertezze, delle mille emozioni bellissime che si possano provare in questo periodo della vita di ogni mamma, il consiglio che si può dare è quello di godersi a pieno ogni singola parte di questo percorso, perchè sarà l’inizio di un viaggio magnifico.

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